Testi critici
Autogenesi
La sua sensibilità non si forma nelle Accademie o nelle scuole d’arte, la sua attrazione alla forma al segno sono connaturate al mondo nel quale vive evidentemente ricco di stimoli e di provocazioni verso il mondo dell’estetica e della qualità. La sua carica artistica nasce quasi per autogenesi, anche se Torino quando nasce Barbara è nel pieno delle sue espressioni figurative e artistiche: “Arte povera”, design e progetto industriale, stile nell’auto che si trasforma e il car design assume un ruolo fondamentale anche nell’affinamento del gusto popolare: la 500 di Giacosa dichiara la sua eternità di messaggio destinato a durare nel tempo. Continua
di Enrico Baleri
L’Algido minimalismo
Spesso la bellezza è nella rarefazione e lo stile è una questione di sottrazione, spingendosi fino al limite del possibile, quando non resta nulla da togliere e invece una cosa aggiunta è troppo. Continua
di Angelo Crespi

Dagli elementi naturali all’infinito
Raccontare il senso della propria esistenza evidenziando interi capitoli di vita sebbene questi siano sintetizzati in concetti, o tracciare storie sulla falsa riga di un cosiddetto canovaccio, e quindi di una trama scritta in qualche caso volutamente appena accennata, è il “filo” conduttore dell’arte di Barbara Nejrotti, artista torinese capace di sostituire il pennello con l’ago attraverso una tecnica personale, raffinata ed inedita. Continua
di Liletta Fornasari
Tra me e noi
L’arte contemporanea si esprime in contesti e momenti eterogenei; si manifesta in libertà con il metallo e con la carta, con gli stracci, con un filo di lana o semplicemente attraverso l’azione e il movimento per mezzo del colore così come del non-colore comunicando la realtà esteriore e quella interiore. Barbara Nejrotti ha scelto l’espressività attraverso la trama della tela lavorata ad ago: una tecnica unica che sorprende sempre l’osservatore. Continua
di Ermanno Tedeschi